Restauro di cornici

Il restauro è un’attività legata alla manutenzione, al recupero, al ripristino e alla conservazione di manufatti storici, quali ad esempio un’architettura, un manoscritto o un dipinto. Per restaurare un manufatto, vanno rifatte le parti rovinate o che mancano a causa del tempo o per qualche incidente accadutogli (polvere, muffa, umidità, calamità naturali ecc.).
Il termine viene dal latino restaurare, composto da “re” che significa “di nuovo” e “stàurare” che significa “rendere solido“, oppure dal gotico “stiuryan” che significa “fissare“. Questo termine, però, nel tempo, ha acquisito vari significati spesso in aperta contraddizione, in relazione alla cultura del periodo e al rapporto di questa con la storia, così da rendere impossibile una definizione univoca.
Il significato attribuito ai termini “restauro” e “conservazione” varia notevolmente a seconda degli autori, tanto da trovarli a volte come termini di una alternativa e a volte come intercambiabili.
In qualità di artigiani fiorentini, all’interno della nostra bottega restauriamo oggetti di antiquariato e al contempo progettiamo nuove creazioni impegnandoci quotidianamente nel combinare il gusto individuale con l’unicità propria di ogni pittura.
Usiamo affinate tecniche di restauro per il recupero di importanti oggetti artistici e la riparazione di pezzi d’antiquariato danneggiati, riportandoli in vita.
Lavoriamo con foglie d’oro applicate ad una particolare superficie tale da costituire un effetto noto come “craquelè“; la patina d’oro è della massima importanza.
Questa specifica tecnica di doratura fa sì che il risultato del lavoro sia il più possibile realistico e vicino alla perfezione del vero, e per raggiungere ciò uno speciale rivestimento viene applicato e poi rimosso pazientemente in varie fasi.
Questo lungo processo richiede massima dedizione e competenza. Cornici antiche

Procedimento generico della doratura

Per creare una cornice in stile procediamo nella maniera classica e tradizionale.
Una volta costruita la struttura lignea si procede con l’ammannitura.
 Con questo termine si indica l’operazione di preparazione della superficie lignea per proseguire successivamente con la doratura
Il cosiddetto gesso a oro, disciolto in un opportuno collante viene steso a pennello, diverse volte sulla superficie, in alcuni casi si danno fino ad otto mani di gesso per creare la sua giusta elasticità e morbidezza.
 Dopo aver lisciato la superficie con della carta abrasiva (vetrata) si procede con la stesura del bolo. La pasta terrea del bolo viene diluita nella colla di pesce e data in tre mani.
L’applicazione della foglia d’oro richiede l’acquisizione di una notevole esperienza.
 In seguito viene passata la pietra d’agata con la quale viene fissato l’oro che assume così un aspetto lucido e brillante quasi a specchio.
La brunitura si può effettuare soltanto sulle superfici dorate a guazzo e va eseguita a distanza di circa 5 ore dalla doratura, in modo che lo stato di gesso di supporto si sia asciugato senza essiccarsi eccessivamente.
L’ultimo procedimento per completare il lavoro sarebbe la patinatura dell’oro.
 Questa si esegue in vari modi, dando delle soluzioni liquide a base di tempere, polveri e collanti per spegnere la brillantezza dello stato nuovo dell’oro.
Qui ogni professionista usa i suoi metodi personali. Sono proprio queste sostanze che danno all’oro la giusta tonalità per avvicinarsi più possibile allo stato dell’originale.